Cinque sorelle, una storia legata alla loro terra: “Il nostro riso 4.0, tra tradizione e innovazione”

Cinque sorelle, una storia che nasce dalla passione per il riso e per la terra. “All’inizio ci era ben chiara una cosa: non volevamo essere delle tradizionali e canoniche risicoltrici“, spiega Silvia Tovo, una delle fondatrici di Meracinque. Il progetto tutto al femminile affonda le sue radici a Villafranca di Verona: “Ci siamo allontanate da casa per studiare all’estero, rendendoci poi conto di quanto fosse importante dare valore alle nostre origini“. Nel segno della tradizione, ma perseguendo un modello innovativo e sostenibile: “A volte se ne parla solamente in ottica marketing. Noi abbiamo scelto di rilanciare un Carnaroli Classico Micro Natural® puntando al green business“.

Come nasce Meracinque?

“Nasce circa 4 anni fa, con le mie 4 sorelle. Abbiamo deciso di evolvere l’attività agricola di famiglia per darle una nuova vita, unendo la tradizione delle nostre origini con le ultime tecnologie all’avanguardia. Il nostro obiettivo era quello di raggiungere un prodotto di altissima qualità, sano, con un’eccellente resa in cottura e sostenibile a 360 gradi. Per dare concretezza alla sostenibilità, abbiamo deciso di abbracciare le buone pratiche che si rifanno all’agricoltura 4.0. Meracinque vuole operare nel rispetto della terra, dell’ambiente, degli operatori dell’intera filiera che negli anni è stata svalutata dalle logiche della distribuzione. Il riso è considerato erroneamente una commodity: il lavoro del produttore non è premiato sufficientemente per spingere sull’innovazione. Il nostro obiettivo è un sistema che garantisca una remunerazione equa per tutti gli attori della filiera. Il concetto di sostenibilità è per noi anche questo”.

In che cosa Meracinque si definisce innovativa?

“Usiamo una serie di tecnologie interconnesse e di precisione che, insieme ai principi di Internet of Farming, ci permettono di operare nel pieno rispetto dell’ambiente e della terra. La sostenibilità in agricoltura è legata alla tecnologia e dunque alle pratiche innovative, che noi abbiamo introdotto sia nella coltivazione che nel processo di trasformazione del prodotto.

Per rafforzare il sistema immunitario delle piante utilizziamo un trattamento a base di batteri naturali dopo la prima spigatura: è una tecnologia di origine giapponese, che utilizza microrganismi per rafforzare la pianta senza ricorrere alla chimica. In Italia siamo gli unici, nel settore risicolo, ad adoperare questa procedura innovativa che rende le piante più forti e resistenti.

Per quanto riguarda la trasformazione del prodotto, il riso richiede l’essiccazione per poter essere commercializzato. Generalmente i chicchi vengono essiccati con essiccatoi a combustibili (gasolio o GPL), che rilasciano residui di idrocarburo. Per ovviare a questa modalità, Meracinque usa un essiccatoio (ne esistono 4 in Italia) a GNL, un gas naturale liquefatto che non inquina e non rilascia tracce sul prodotto. Tutto il riso contiene arsenico, ed è naturale perchè cresce nell’acqua. La normativa prevede che non si possa immettere sul mercato un prodotto che contenga 0,2mg/kg di arsenico inorganico, noi siamo ben al di sotto della soglia con 0,047mg/kg. Si tratta di risultato tangibile di quanto possano essere efficaci ed efficienti queste pratiche”.

Quali difficoltà avete riscontrato nell’adozione dell’agricoltura 4.0?

“Il principale problema legato all’agricoltura 4.0 deriva dalle competenze. Occorrono molte conoscenze per usufruire di queste tecnologie che consistono nella mappatura del suolo, semina a rateo variabile, cover crops, rotazione dei terreni (e molto altro). Noi abbiamo scelto di stipulare una serie di contratti di rete, ovvero delle collaborazioni con le migliori aziende in Italia, per la fornitura di servizi e tecnologie di supporto. Grazie a queste partnership riusciamo a rendere il nostro lavoro economicamente sostenibile”.

Cosa vi ha spinto ad avviare, insieme, un progetto imprenditoriale?

“Dopo diverse esperienze di studio e lavoro all’estero abbiamo deciso di focalizzare i nostri punti di forza in un progetto comune legato alla nostra terra d’origine. Abbiamo dai 23 ai 33 anni, ognuna di noi con skills diverse. Io mi occupo di attività commerciale e PR, Benedetta, che tutt’oggi vive a Berlino, si occupa di marketing operativo e sviluppo prodotto, Margherita di comunicazione, Anna è la commercialista di famiglia. Maria Vittoria sta ancora studiando ed è il nostro jolly. Per noi l’unione fa la forza”.

Recentemente avete implementato la tecnologia blockchain, qual è la sua utilità nel vostro caso?

“Abbiamo lanciato un nuovo packaging, 100% compostabile, a chiusura del nostro cerchio sostenibile dal seme al pack. Scansionando il codice QR che si trova confezione si atterra su una piattaforma, Trusty, che traccia tutte le azioni e le attività condotte per ottenere il lotto acquistato. L’informazione viene validata dalla tecnologia blockchain. Si tratta di un processo di tracciabilità e trasparenza al 100%”.

Il packaging 100% compostabile, un materiale innovativo che si decompone in 90 giorni nei rifiuti organici senza lasciare alcuna traccia di microplastica


Come avete affrontato il 2020 e quali sono le prospettive, gli obiettivi per il 2021?

“Essendo focalizzate principalmente sul canale Ho.Re.Ca, nel 2020 abbiamo deciso di investire in progetti di blockchain e packaging. E’ stato un anno di pausa forzata che ci ha permesso però di accelerare sull’innovazione. Nel 2021 vorremmo consolidare la nostra presenza sul mercato nazionale Ho.Re.Ca. e nei retailer al dettaglio di alta qualità, ed aumentare l’export. Non escludiamo in futuro una linea di prodotti studiata per la GDO, siamo sempre aperte a nuove collaborazioni e progetti. Quest’anno miriamo anche a migliorare l’esperienza di acquisto sul nostro e-commerce”.

Contatti

Sito web: meracinque.com

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