L’Università che si confronta con il mondo del lavoro: JEVE, l’associazione no profit a supporto delle aziende

Si chiama JEVE (acronimo di Junior Enterprise Venezia) ed è una realtà che avvicina l’ambiente aziendale al mondo universitario, creando di fatto un rapporto win-win: gli studenti hanno la possibilità di convertire in termini pratici le loro conoscenze, mentre le imprese del territorio possono sfruttare i servizi di consulenza strategica offerti dall’associazione. Nata a Venezia nel 2018, dall’iniziativa di Giacomo Salvadego, JEVE fa capo a JE Europe, il network continentale delle Junior Enterprise. In Italia se ne contano una decina, tra cui Padova, Bocconi, Torino e Cattolica, in Europa le unità toccano quota 400.

Attualmente JEVE vanta una sessantina di cafoscarini, che frequentano corsi triennali e magistrali dell’Ateneo, e una trentina di Alumni, ovvero studenti che, terminato il percorso di studi, sono comunque rimasti nella rete per supportare le giovani leve. Ad accomunarli la grande voglia di mettersi in gioco e confrontarsi con il mondo del lavoro. “Siamo organizzati come una piccola impresa, con lo scopo di supportare le realtà della zona offrendo servizi di consulenza aziendale“, spiega Caterina Boaro, figura interna all’area commerciale di JEVE. Servizi che includono l’analisi strategica e di mercato, la redazione del business model e del business plan, l’attività di data analysis, marketing, la creazione di piani editoriali per i social media, la realizzazione e la gestione dei siti web, il controllo dell’e-commerce. L’associazione è suddivisa in 5 aree: marketing, audit (prerogativa delle Junior Enterprise per il controllo dei processi interni in termini di crescita e di profitto), commerciale, risorse umane e, dal 2020, è attiva l’area IT grazie al coinvolgimento del Dipartimento di Informatica.

JEVE si costituisce come organizzazione no-profit: “I proventi dei servizi vengono reinvestiti in formazione, in modo da accrescere le hard e soft skills per renderci più competitivi nel mondo del lavoro“, sottolinea Caterina Boaro. “Partecipiamo a diversi eventi e webinar, sostenuti anche da professionisti del settore. Appuntamenti che servono anche ad ampliare la rete dei contatti: “Talvolta, grazie a questi incontri, le aziende manifestano interesse nei confronti dell’associazione. Ci preme particolarmente avere a che fare con startup e PMI“. Le realtà possono sfruttare l’occasione di avere accesso a una knowledge derivante dal mondo accademico, che offre una certa opportunità anche in termini economici: “Offriamo professionalità e serietà, ma di sicuro non possiamo paragonarci ai professionisti“.

Ma come si entra in JEVE? Il processo è ben definito e comune al mondo delle JE: “Si parte dal recruitment, si passa ai colloqui e successivamente si sostiene un periodo di prova, durante il quale lo studente può scegliere l’area di competenza. Si tratta comunque di una realtà dinamica, che permette in corsa di cambiare settore“. In termini occupazionali, il 99% degli associati trova un impiego entro sei mesi dalla laurea, la metà vanta un lavoro già prima della fine del percorso universitario e per il 70% l’ambito operativo rispecchia l’attività occupata all’interno della Junior Enterprise.

Tutti definiscono JEVE una realtà stimolante, un network che veicola le conoscenze apprese durante gli studi nella loro praticità“, chiosa Caterina Boaro, sottolineando l’importanza della connessione con il territorio: “Per noi è una sorta di orgoglio poter dare il nostro contributo alle realtà del nostro tessuto“.

Contatti

Sito web: jeve.it

Newsletter

Inserisci la tua e-mail e resta aggiornato sul mondo dell'innovazione in Veneto

Tag: