Startup innovative: dal 29 marzo stop alla costituzione online

Non è più possibile costituire online una startup. O almeno fino a nuovo intervento legislativo. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Consiglio nazionale del Notariato contro il decreto del Mise, che da luglio 2016 consentiva la costituzione in modalità digitale, rendendo non necessaria la figura notarile (e, quindi, senza costi d’utilizzo). Una sentenza che si contrappone al precedente ricorso presentato dal Consiglio Nazionale del Notariato presso il TAR Lazio, dove erano state accolte le ragioni del Mise e dell’associazione Roma Startup.

A decorrere dal 29 marzo, dunque, tutti coloro che intendono costituire una startup dovranno seguire la via dell’atto notarile. “Il potere esercitato dal Ministero attraverso il decreto impugnato non poteva avere alcuna portata innovativa dell’ordinamento, ovvero, nello specifico, non poteva incidere sulla tipologia degli atti necessari per la costituzione delle start up innovative, così come previsti dalla norma primaria”, recita la sentenza del Consiglio di Stato. Di conseguenza, “l’atto impugnato ha illegittimamente ampliato l’ambito dei controlli del Registro imprese, senza un’adeguata copertura legislativa che autorizzasse tale innovazione (…). In assenza di essa l’iscrizione alla sezione ordinaria” può “permanere solo se la società possiede i requisiti di forma e sostanza di una comune srl”. Quindi se è costituita tramite notaio.

Nella sentenza del Consiglio di Stato si legge come “la totale mancanza di controlli preventivi, amministrativi e giudiziari, da parte delle Camere di Commercio, si pone in contrasto con quanto richiesto obbligatoriamente dalla normativa europea“. Quest’ultima prevede che “in tutti gli Stati Membri la cui legislazione non preveda, all’atto della costituzione, un controllo preventivo, amministrativo o giudiziario, l’atto costitutivo o lo statuto della società e le loro modifiche devono rivestire la forma di atto pubblico” e che al conservatore del registro è consentito un controllo formale.

Luca Carabetta, deputato del Movimento 5 Stelle, ha annunciato la deposizione immediata di un’interrogazione al ministero dello Sviluppo Economico per chiedere conto delle attività che intende portare avanti per tutelare i nuovi imprenditori:

Lascia l’amaro in bocca la decisione con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Consiglio Nazionale del Notariato, in precedenza respinto al Tar. La norma, concepita per alleggerire le procedure di avvio di una startup, ha sempre avuto supporto politico bipartisan e va incontro ai principi di semplificazione e digitalizzazione richiesti anche recentemente a livello comunitario con la proposta degli Startup Nations Standard, al fine di rendere il nostro Paese più competitivo e più ospitale per le nuove imprese tecnologiche. Rispettiamo la pronuncia della giustizia amministrativa, ma faremo di tutto per mettere il nostro Paese al passo con le migliori pratiche europee e semplificare la vita a chi vuole intraprendere e innovare”.

Newsletter

Inserisci la tua e-mail e resta aggiornato sul mondo dell'innovazione in Veneto