PMI innovative: dati, requisiti e storie di successo del tessuto imprenditoriale veneto

Con il cosiddetto Investment Compact, nel 2015 sono state introdotte delle misure a supporto dello sviluppo tecnologico delle PMI, sulla scia della normativa riferita alle startup innovative. L’art. 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015 definisce, infatti, quel vivace e dinamico tessuto imprenditoriale orientato a diffondere in tutti i comparti produttivi (e a prescindere dalla data di costituzione) una cultura di innovazione, leva fondamentale per il progresso e la competitività del Paese. Sono state individuate così le Piccole e Medie Imprese Innovative, la cui iscrizione nella sezione speciale del Registro Imprese garantisce l’accesso a una serie di agevolazioni fiscali, societarie e finanziarie già disposte a favore delle startup innovative.

L’interesse per le Pmi innovative si è tradotto in una collaborazione tra VenetoUP e Impronta, startup con sede a Vicenza che supporta gli imprenditori attraverso modelli e strumenti di analisi e le cui aree di competenza risiedono in ambito strategia, finanza e marketing.

Le PMI innovative per distribuzione geografica

A fine 2020, in Italia il numero di piccole e medie imprese iscritte nella sezione speciale del Registro Imprese corrisponde a 1782. Più nel dettaglio, la Lombardia risulta essere la regione in cui è localizzata la più ampia fetta di Pmi innovative (502), seguita dal Lazio (181) e dall’Emilia Romagna (169). Il Veneto ne conta 100 e si inserisce in sesta posizione, alle spalle di Campania (144) e Piemonte (131). Fanalino di coda il Molise (4), preceduto da Valle d’Aosta (7), Sardegna e Basilicata (entrambe con 9 Pmi innovative).

Fonte: registroimprese.it, dati aggiornati al 31.12.2020

In base alla fotografia dell’ultimo quinquennio scattata da Impronta, in Veneto il trend ha percorso una costante crescita, registrando nell’ultimo anno un notevole balzo pur in un contesto pesantemente condizionato dall’emergenza pandemica. Sono 15 le Pmi che nel 2020 hanno effettivamente acquisito la vocazione innovativa, ovvero +65% rispetto al 2019. A livello territoriale, la provincia che vanta il numero più alto di Pmi innovative è Padova, con 29 realtà iscritte nella sezione speciale del Registro Imprese, seguita da Verona (23). Ad occupare l’ultimo gradino del podio Vicenza (16), tallonata da Treviso (15) e Venezia (12). Più distanti Rovigo (4) e la provincia di Belluno, che con una sola unità chiude la classifica.

I requisiti per diventare una PMI innovativa

Le piccole e medie imprese che vogliano assumere lo status di “innovativa”, e godere dei relativi benefici previsti dalla legge, devono necessariamente rispondere agli specifici requisiti di seguito esposti: residenza in Italia, o in altro Paese UE ma con sede produttiva o filiale in Italia, certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato, quotazione in un mercato regolamentato, la non iscrizione alla sezione speciale delle startup innovative.

Inoltre, come evidenzia l’infografica, una Pmi innovativa deve soddisfare almeno due dei seguenti requisiti:

  • spese in R&D e innovazione pari ad almeno il 3% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione. In Veneto, come dimostra il grafico di Impronta, una ristretta quota (l’11%) di imprese non è fedele a questa prerogativa.
  • Personale altamente qualificato (almeno 1/5 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 1/3 con laurea magistrale). In questo caso, il 58% delle Pmi innovative venete risponde ai titoli di studio richiesti.
  • Titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato. Un’ampia fetta, corrispondente al 74% del totale, vanta una privativa industriale oppure è proprietaria di un programma presso la SIAE.

Complessivamente, in termini percentuali, le Pmi innovative venete che accontentano tutti i requisiti di cui sopra sono pari al 18%.

La suddivisione per settori e valore di produzione

Gran parte delle Pmi innovative della regione, esattamente il 67%, fornisce servizi alle imprese. Di queste, il 31% si dedica alla produzione di software e consulenza informatica, il 13% sviluppa attività di ricerca e sviluppo. Il 29% delle imprese considerate si sono sviluppate nel distretto industriale e artigiano, dove prevale la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottici, macchinari e apparecchiature. Il restante 4% di Pmi innovative opera nel commercio.

In riferimento alla classe dimensionale in termini di produzione, il valore si concentra maggiormente nelle fasce 100-500 mila e 500 mila-1 milione, che coincidono rispettivamente con il 23% e il 18% delle realtà innovative considerate.

Quote rosa, giovani e stranieri e numero dipendenti

Le Pmi innovative con prevalenza femminile, ovvero le realtà in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne, rispecchiano il 5% del totale. Due realtà presentano un grado di iniziativa maggioritaria, altre due forte e una impresa è a carattere esclusivo. E’ il caso di ID&M SRLS, società di Rovigo (incubata presso t2i) che offre consulenza in ambito design e marketing. La percentuale relativa alla presenza di giovani (gli under 35) nella compagine sociale è del 2%; a carattere maggioritario è la veneziana Banco Energia SpA, azienda di trading altamente specializzata nell’acquisto di energia da produttori da fonti rinnovabili e cogenerative. Le Pmi innovative rappresentate da stranieri risultano essere il 3%. E’ il caso di Hapter, azienda bellunese che opera nel distretto dell’occhialeria coniugando il processo artigianale a quello tecnologico.

Sul fronte lavoro, nelle Pmi innovative venete il numero di addetti è pari a 1.729, che corrisponde a una media di 17 dipendenti per impresa. Il 37% di addetti opera a Padova, la provincia dove si concentra il maggior numero di dipendenti.

Agevolazioni

Sono diverse le agevolazioni rivolte alle Pmi innovative, che possono contare su:

  • Incentivi all’investimento nel capitale di PMI innovative
  • Accesso gratuito e semplificato al fondo di garanzia per le Pmi
  • Esonero dalle imposte di bollo
  • Raccolta di capitali tramite campagne di equity crowdfunding
  • Servizi dell’agenzia ICE
  • Deroghe alla disciplina societaria ordinaria
  • Proroga del termine per la copertura delle perdite
  • Deroga alla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica
  • Remunerazione attraverso strumenti di partecipazione a capitale

Con il Decreto Rilancio è stato introdotto un incentivo fiscale che prevede una detrazione IRPEF del 50% per gli investimenti nel capitale di rischio di Pmi innovative, fino ad un massimo di 300 mila euro (oltre tale limite, sulla parte eccedente l’investitore può detrarre il 30% in ciascun periodo d’imposta).

Storie di successo

L’innovazione è il motore, il filo conduttore di D-Air Lab ed EZ Lab, le due storie di successo che VenetoUP e Impronta hanno scelto di raccontare.

D-Air Lab nasce nel 2015 con l’obiettivo di applicare tutte le conoscenze accumulate in tanti anni di attività in Dainese SpA. La denominazione deriva dall’uso della tecnologia D-Air, l’airbag per la protezione dell’uomo utilizzato nello sport (in particolare per i motociclisti e gli atleti di sci alpino) che l’azienda ha declinato in altri ambiti. L’applicazione centrale è rappresentata dal Vestito Intelligente, sintesi delle competenze acquisite nel tempo in fatto di controllo dell’aria, algoritmi, ergonomia e delle abilità in termini di artigianalità. D-AIR LAB ha sviluppato un dispositivo di protezione dedicato ai lavoratori in altezza e uno al trasporto di bambini in auto, lavorando anche alla messa a punto di un prodotto per gli astronauti, ovvero una tuta “intelligente” studiata per ambienti estremi. A fine 2021 è previsto il lancio di Future Age, un airbag pensato per gli anziani e integrato da un sistema che, in caso di caduta, allerta automaticamente i numeri di telefono (preimpostati attraverso lo smartphone dell’utente) e permette la sua geolocalizzazione.

L’impegno dell’azienda vicentina è attivo anche sul fronte della sicurezza personale con il D-One, una sorta di gilet utilizzabile in situazioni di potenziale pericolo e concepito per il running.

Crediamo fortemente che, oggigiorno, non ci sia un’alternativa all’innovazione. Innovare è una necessità e aiuta a costruire un futurosottolinea Vittorio Cafaggi, amministratore delegato di D-AIR LAB La forza propulsiva di un’idea è incredibile e gioca un ruolo motivazionale anche per le persone che lavorano all’interno dell’azienda. Non si può sapere di certo se l’investimento porterà dei risultati: lo si spera, lo si immagina, ma non è sicuro. Occorre, per questo, non cedere alla tentazione di ritirarsi, nè di chiudersi nel proprio guscio anche in presenza di qualche fattore di complessità. Sono proprio le aziende che innovano, grandi o piccole che siano, ad avere un futuro”, chiude Cafaggi.

EZ Lab, fondata nel 2014 a Padova, è una Pmi innovativa specializzata in soluzioni digitali avanzate per il settore Smart Agri-food. In particolare, l’azienda ha sviluppato una piattaforma software che, avvalendosi dell’uso della tecnologia blockchain, consente la tracciabilità e la certificazione dei prodotti agricoli: dalla coltivazione alla produzione, dalla trasformazione e la logistica fino alla distribuzione.

AgriOpenData si rivolge agli agricoltori che vogliono consolidare la gestione delle attività per il controllo e la verifica di tutte le transazioni effettuate lungo l’intera filiera, con lo scopo di garantire una maggiore trasparenza al consumatore finale.

EZ Lab, inoltre, è una delle quattro realtà europee, tra le ottanta candidature continentali, ad essersi aggiudicata il finanziamento relativo al bando “Aspire with Esa” lanciato dall’Agenzia spaziale europea. Tutto ciò grazie al progetto Smart Agrisat, una piattaforma che attraverso l’analisi e la rielaborazione delle informazioni ricavate dalle immagini provenienti dai satelliti o dai droni permette la condivisione di dati per il giusto dosaggio dei fertilizzanti e il corretto impiego dell’acqua. L’intento, in linea con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030, è il taglio degli sprechi di risorse idriche e l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica.

Contatti

Impronta: www.improntasrl.com

Abbiamo parlato di

D-Air Lab: dairlab.com

EZ Lab: www.ezlab.it

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