AI, in Italia il mercato vale 300 milioni: i trend del 2021

Diverse ricerche sostengono che il mercato dell’intelligenza artificiale sarà di centrale interesse per gli investitori nel 2021. Un’indagine commissionata da WisdomTree e condotta da CoreData Research, un’agenzia di ricerca indipendente, ha coinvolto 440 investitori professionali in tutta Europa responsabili della gestione di masse per un valore di circa 240 miliardi di euro. Gli investitori professionali italiani (l’81%), in particolare, considerano l’intelligenza artificiale un’opportunità d’investimento tematico tra le più interessanti nel lungo periodo, convinti che il percorso di trasformazione avrà un impatto significativo sulle industrie, sui servizi, sul lavoro e sui consumi.

La pandemia, che ha dato forte impulso agli investimenti al fine di affrontare i cambiamenti e le nuove necessità, è il secondo oggetto di interesse degli investitori: fari puntati sui vaccini. Al terzo posto la sicurezza informatica, essenziale con l’adozione dello smart working nella protezione di hardware, software e dati dalle minacce cibernetiche.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il 53% delle medio grandi aziende conta almeno un’iniziativa in corso in tema di AI e il 73% di queste ha attivato un progetto nell’ultimo anno. Tuttavia, emergono differenze sostanziali fra le grandi e le medie imprese: se nelle grandi realtà le soluzioni in materia sono presenti nel 61% dei casi (con particolare focus sulla crescita organizzativa e sulla valorizzazione dei dati), solo il 21% di quelle medie ha sviluppato un programma di AI.

Principali applicazioni AI

Nel 2020 il mercato dell’AI ha toccato il valore di 300 milioni di euro per un incremento del 15% rispetto all’anno precedente. I comparti in cui si è registrata una significativa diffusione dell’intelligenza artificiale sono quelli dell’high-tech, delle telecomunicazioni e del manifatturiero. Nel corso del 2021, il 76% degli investitori professionali italiani interpellati prospetta una ragguardevole accelerazione del settore dell’AI, capeggiato dalle biotecnologie, cyber security e cloud computing alla continua ricerca di soluzioni automatizzate e autocontrollate che possano distinguersi in una nicchia di mercato competitiva. L’AI potrebbe acquisire sempre più peso nel settore finanziario, soprattutto per quel che concerne le attività di analisi sull’andamento dei titoli azionari, nella prevenzione di disastri ambientali e nel campo del mobility.

La pandemia ha impresso un rapido slancio anche alle soluzioni in ambito medico e sanitario. Secondo uno studio di Markets and Markets Research, la spesa in intelligenza artificiale passerà dai 4,9 miliardi di dollari del 2020 ai 45,2 miliardi di dollari del 2026: l’AI, che consente un’elaborazione e un’analisi massiccia di dati utili all’individuazione del problema, potrebbe rappresentare uno strumento di screening e diagnostica, facilitando la rilevazione di eventuali anomalie e il monitoraggio del quadro clinico di un paziente in tempi piuttosto veloci.

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