Fasi e forme di finanziamento di una startup

La ricerca di fondi è un’attività delicata per una startup, sia nella fase di nascita del progetto e in quella dello sviluppo di strategie di business messe in atto per sostenerne la crescita, sia nella fase early growth, quando una realtà si appresta a consolidarsi e continua a scalare. Esistono diverse fonti di finanziamento: bootstrapping, 3F, business angel, venture capital, crowdfunding, premi e finanziamenti pubblici, incubatori e acceleratori d’impresa, banche.

Bootstrapping

Si riferisce all’utilizzo di capitali propri, quindi alla capacità di autofinanziarsi, o alle fonti di entrata provenienti dai clienti nella fase pre-seed.

3F (friend, family & fool)

Oltre all’autosostentamento, esiste la possibilità che i fondi arrivino da persone conosciute e vicine, quindi dai familiari piuttosto che dagli amici, oppure da coloro a cui piace l’investimento ad alto rischio, definiti “folli“.

Business angel

I business angel sono investitori informali che si adoperano singolarmente e in gruppo (syndacation) nella fase early stage, mettendo a disposizione le proprie conoscenze, competenze e capitale. L’intervento non viene visto quindi solo in ottica finanziaria, aspetto che contraddistingue il business angel dal venture capital, e prevede inoltre la cessione di quote societarie.

Venture capital

Sono fonti specializzati in investimenti ad alto rischio, i cui fondi vengono stanziati in progetti ritenuti meritevoli e con elevate prospettive di crescita. Il VC è un investimento in equity, comporta dunque in cambio una posizione azionaria nella società. Il ritorno economico può materializzarsi con l’exit, quindi con l’uscita degli investitori dalla startup che può verificarsi mediante la vendita delle partecipazioni tramite IPO (cessione quote in borsa), attraverso l’acquisizione di terzi o con il riacquisto, da parte dei founder, delle quote cedute a suo tempo.

Crowdfunding

E’ l’attività che presuppone l’interfaccia con le startup mediante piattaforme autorizzate che vengono sfruttate per promuovere il proprio progetto. Viene stabilito un tetto minimo da raggiungere entro una determinata data: se la campagna non arriva alla somma definita, i soldi raccolti vengono restituiti. Più persone (“crowd”) possono decidere di partecipare al finanziamento di un progetto, ricevendo in cambio un premio o l’acquisizione di un titolo di partecipazione nella società.

Premi e finanziamenti pubblici

In Italia vengono preposti bandi pubblici a sostegno di iniziative imprenditoriali dal MISE, il Ministero per lo Sviluppo Economico. Altri bandi vengono avanzati dalle regioni e da agenzie europee, che permettono l’accesso ad agevolazioni, finanziamenti e contributi a fondo perduto.

Incubatori e acceleratori

Sono soggetti che mettono a disposizione capitali, ma soprattutto servizi essenziali, quali una sede fisica e una consulenza, servizi di mentoring per la realizzazione di un piano strategico per lo sviluppo del progetto. In cambio del finanziamento, incubatori e acceleratori richiedono una percentuale di quote della società.

Banche

Nelle prime fasi di vita di una startup, le banche sono poco propense a concedere dei finanziamenti, poichè presentano un elevato rischio. Un’opportunità è rappresentata dalla possibilità di ottenere prestiti personali per affrontare lo stadio iniziale, facendo però attenzione ai tassi di interesse e alle garanzie richieste.

Fasi finanziamento startup

Nel grafico (fonte: wikipedia) viene illustrato il ciclo di vita di una startup rispetto alle varie forme di finanziamento. Le fasi “pre seed” e “seed” possono essere caratterizzate dall’intervento dei primi fondi, quelli messi a disposizione dalle 3F, dai business angel, dagli acceleratori e incubatori d’impresa, dal crowdfunding. Nella “early e later stage” solitamente agisce il venture capitalist e vengono apportati fondi di Private Equity.