Crowdfunding: cos’è, la procedura e quali sono le migliori piattaforme

Nato come forma di microfinanziamento dal basso, il crowdfunding è oggi una modalità di finanziamento tra le più diffuse che consiste in una raccolta collettiva (da “crowd”: folla) di fondi (da “funding”: finanziamento) al fine di sostenere un progetto o un’impresa. Il tutto attraverso delle piattaforme online, chiamate “piattaforme di crowdfunding”, che mettono in contatto idee e iniziative con persone disposte a investire in un progetto.

Esistono diversi modelli di crowdfunding:

  • reward-based crowdfunding: prevede per l’investitore un riconoscimento o una ricompensa che può essere commisurata in base alla somma investita;
  • donation-based crowdfunding: tipologia utilizzata soprattutto dalle organizzazioni no profit, gli investitori donano il denaro senza ricevere nulla in cambio;
  • lending-based crowdfunding: il modello prevede un rimborso completo con tasso di interesse a favore dei prestatori;
  • equity-based crowdfunding: è la forma più diffusa nel mondo delle startup innovative. L’investitore ottiene in cambio strumenti partecipativi al capitale sociale dell’impresa del progetto finanziato.

I numeri in Italia

Dati equity crowdfunding

Il volume della raccolta, nel 2019, è cresciuto del 59% rispetto al 2018, e più di un terzo del valore complessivo del crowdfunding in Italia dal 2015 a oggi (pari a 442.684.694 euro) è stato raccolto lo scorso anno (163.953.065 euro). Sono alcuni dei numeri che emergono dalla quinta edizione del Report sul crowdfunding in Italia.

E se è tutto il settore a far registrare una crescita stabile, la parte del leone l’ha svolta l’equity crowdfunding, che nel 2019 ha registrato una tesso di crescita del 114%. Significativo il tasso di successo delle campagne, pari all’81%, e il totale medio raccolto dalle campagne, che ammonta a 374.937 euro.

La procedura per chi investe

L’investimento in un progetto dovrebbe richiedere anzitutto adeguate valutazioni, in particolare sul modello di business e sul team. E’ bene rivolgersi a un portale autorizzato, registrato quindi sul sito della Consob, nonchè sviscerare tutte le campagne in corso per decidere quale si intende finanziare. La piattaforma fornirà tutte le informazioni utili all’investitore, quindi la documentazione e l’eventuale riscontro negativo nel caso in cui non venissero rispettati i requisiti necessari per confermare la procedura. Al contrario, l’interessato idoneo sarà informato sugli step successivi per finalizzare l’investimento.

L’investimento sui portali di equity crowdfunding ha elevate potenzialità di rendimento ma presenta un intrinseco e altrettanto elevato livello di rischiosità: l’investitore deve, quindi, essere consapevole dei rischi associati all’investimento in equity crowdfunding, che potrebbe anche comportare il rischio di perdere l’intero capitale investito.

L’equitity crowdfunding, in parole semplici

Il modello equity based è fondato sulla partecipazione azionaria, attraverso una campagna di raccolta fondi sotto forma di capitale di rischio è possibile costituire il capitale sociale della startup, i finanziatori diventano soci dell’azienda e ricevono in cambio quote di partecipazione.

Le piattaforme intermediarie sono autorizzate dalla Consob e fiscalmente rientrano nella sollecitazione al pubblico risparmio.

L’imprenditore propone attraverso la piattaforma una raccolta fondi destinata al finanziamento in termini di capitale del suo progetto. La presentazione del progetto, il cosidetto pitch, il business model e altre informazioni relative al team che lavora nell’azienda o eventuali pubblicazioni che parlano del progetto fanno da cornice alla campagna.

Viene anche stabilito un obiettivo minimo da raggiungere, un traguardo monetario che deve essere raggiunto per procedere con la sua attuazione. Se questo traguardo non viene raggiunto viene restituita la somma versata agli investitori, in caso contrario, se la somma minima prevista per il progetto viene superata, si procederà con la realizzazione di quest’ultimo e gli investitori otterranno in cambio una partecipazione al capitale sociale dell’impresa. Questa modalità viene definita “all or nothing”.

Chi può raccogliere capitali?

Il soggetto che raccoglie capitali tramite portali online autorizzati ed iscritti nei registri gestiti da Consob è indicato come “Offerente”. Può essere un Offerente, ovvero raccogliere capitali tramite l’equity crowdfunding, uno dei seguenti soggetti:

  • le piccole e medie imprese (PMI), come definite dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera f), primo alinea, del Regolamento (UE) n. 2017/1129 del 14 giugno 2017, organizzate in forma societaria secondo il diritto di uno Stato membro dell’Unione europea o aderente agli accordi sullo Spazio Economico Europeo;
  • la società start-up innovativa, compresa la start-up a vocazione sociale, , che rispetti i limiti dimensionali previsti per la definizione di PMI;
  • la piccola e media impresa innovativa (“PMI innovativa”);
  • l’organismo di investimento collettivo del risparmio (“OICR”) che investe prevalentemente in piccole e medie imprese;
  • le società di capitali che investono prevalentemente in piccole e medie imprese.

Scegliere di finanziare una startup o PMI attraverso una campagna di equity crowdfunding ha diversi vantaggi:

  • convenienza: molto più conveniente rispetto a investitori privati, viene ceduta una percentuale minore della società poichè solitamente si riesce ad ottenere una valuation più favorevole
  • semplicità: trovare capitale attraverso una campagna di finanziamento talvolta è più semplice che ricercare investitori ai quali presentare il progetto
  • velocità: i finanziamenti vengono raccolti nell’arco di 2/3 mesi, tempo necessario per la valutazione, l’approvazione e la pubblicazione della tua campagna
  • validazione sociale e marketing: la presentazione e condivisione del progetto su una piattaforma permette una diffusione maggiore dell’ idea, l’approvazione da parte dei finanziatori è parte fondamentale del processo di crescita e diffusione
  • creazione di una rete di investitori/ambassador: i numerosi investitori che investono nel progetto ne diventano in qualche modo degli ambasciatori e cercheranno di aiutare la startup nello sviluppo del business

Cosa fare e come prepararsi a raccogliere capitali

Un ruolo fondamentale per ottenere il successo di una campagna di crowdfunding, è giocato dalla comunicazione. Un prodotto, per quanto magnifico, rimarrà nell’ombra se non siamo in grado di presentarlo al meglio e convincere il pubblico dell’innovazione che stiamo creando.

Al contempo quando una startup pensa che il crowdfunding si conclcusa a questo step, il fallimento della campagna sarà assicurato.

Nella fase di pre-campagna, occorre quindi concentrarsi sulla lead generation, ovvero nella creazione di contenuti, nel contatto con PR e giornali, nella produzione di database per newsletter, e nell’organizzazione di eventi di lancio, ovvero nella creazione della propria community, in cui andranno utilizzati tutti gli strumenti che si hanno a disposizione per trasformare i propri follower in investitori.

Raccontare la nostra storia in modo divertente e convincente, per esempio con un video coinvolgente, è una forma vincente per interessare le persone e avere seguito. Sicuramente l’idea che muove la propria startup è strabiliante e veicolo di grande innovazione, ma pochi ne sarebbero attirati senza un’adeguata presentazione. Se una narrazione che faccia sentire il potenziale investitore parte integrante di un percorso è importantissima, lo è anche nel momento in cui i capitali sono stati raccolti e si può iniziare a far crescere la startup.

Il video di presentazione di CleanBnB nel 2018

È atresì evidente come il successo di una campagna di equity crowdfunding non sia solo una questione di idee, di valore della startup o di relazioni, ma soprattutto di un’adeguata presentazione dei documenti che diano informazioni adeguate all’investitore.

Il pitch e il business plan sono i principali strumenti a disposizione degli imprenditori per poter presentare il proprio progetto ad una platea di potenziali investitori. Pertanto devono essere documenti curati e precisi, che trattino in maniera esaustiva tutte le tematiche necessarie affinché l’investitore possa comprendere in maniera chiara le evoluzioni del business e le motivazioni di investimento.

Business plan: documento lungo e dettagliato o semplice ma puntuale? In funzione del lancio di una campagna di equity crowdfunding, per una startup non è fondamentale redigere un documento “lungo” e particolarmente discorsivo. O meglio, è necessario un giusto mix, ovvero un documento piuttosto sintetico, ma completo di tutte le informazioni fondamentali. Nella parte economica è opportuno creare delle tabelle relative ai Financials, comprensive dei dati storici e delle relative
proiezioni a 3 anni.

Il documento che risulta essere la vera “colonna portante” della presentazione è il pitch. Tale documento, di una lunghezza ideale tra le 10 e le 15 slide, costituisce una descrizione del progetto sintetica ma incisiva ed esaustiva. Banalità: deve ovviamente essere “esteticamente gradevole”, ordinato e ben organizzato.

Una volta terminata la campagna, con successo, e raccolti i capitali è molto importate non tralasciare la cura della fase post-campagna, in cui è cruciale consolidare il rapporto con la community che si è strutturata. Sarebbe poi un inutile spreco di risorse il lasciar cadere nel dimenticatoio il percorso di storytelling e condivisione messo in atto.

Le principali piattaforme di Crowdfunding in Italia

CrowdFundMe. Fondata nel 2013, è la piattaforma leader di equity crowdfunding in Italia per numero di investitori e di campagne chiuse con successo. Tra le aziende lanciate CleanB&B, Winelivery, Userbot, Glass2Power.

Mamacrowd. Nata nel 2016, la piattaforma, autorizzata da Consob, consente di trovare finanziamenti per i propri progetti ed è una delle più attive nel settore della green economy.

StarsUp. E’ la piattaforma di equity crowdfunding che prevede la raccolta online di finanziamenti per startup innovative e piccole imprese. Conta diverse campagne chiuse con successo.

Walliance. Autorizzata da Consob nel 2017, è la prima piattaforma italiana di equity crowdfunding che consente l’investimento online in un progetto immobiliare.

Gofundme. E’ una piattaforma americana, presente anche in Italia, tramite cui vengono raccolte delle donazioni.

200 Crowd. Si tratta della piattaforma di riferimento per il fintech, dove tutte le campagne sono chiamate a raggiungere il loro obiettivo minimo per considerarsi chiuse (in caso contrario sarà restituito l’importo).